Oggi vorrei presentarvi un altro fotografo che mi ha davvero ispirato nella mia ricerca di tecnica fotografica: Henry Cartier-Bresson.
Dopo avervi parlato di Ansel Adams è la volta di un altro pilastro della fotografia nella cui filosofia mi ritrovo davvero molto. Se avete seguito il mio lavoro lo capirete bene leggendo una delle sue frasi più celebri:
“La fotografia può fissare l’eternità in un istante”
Non vi ho incuriosito un pochino? Volete conoscerlo meglio?

Henry Cartier, Henry Cartier-Bresson. Tra arte e realtà alla ricerca dello scatto perfetto.

La vita
Henry Cartier-Bresson nasce nel 1908 a Chanteloup, in Francia, e fin da giovanissimo dimostra una passione per le arti visive tanto che cerca di intraprendere la carriera di pittore. Fu allievo di André Lothe e negli anni ’20 si avvicina al movimento surrealista.
Scopre poi la fotografia e sceglie una Leica 35 mm per iniziare a rappresentare il mondo. Le sue foto surrealiste scattate nei suoi numerosi viaggi fra Messico e Europa lo renderanno famoso come art-photographer a New York.

Nel 1937 torna in Francia e qui, seguendo un po’ il trend dell’epoca, si dedica al fotogiornalismo. La realtà e i suoi dettagli lo appassionano moltissimo; durante la Guerra si unisce alla Resistenza e viene catturato dai Nazisti ma riuscirà a liberarsi e a tornare in tempo per documentare la liberazione di Parigi nel 1944.

Nel 1947 partecipa alla fondazione della storica agenzia Magnum insieme ad altri storici nomi della fotografia come David Seymour, Robert Capa, George Rodger, Maria Eisner, William Vandivert e Rita Vandivert.

Saranno proprio alcuni reportage per la Magnum a renderlo famoso a livello mondiale. La sua teoria della fotografia punta ad “allineare testa, occhio e cuore” per scattare quante più fotografie possibile e poi ricercare il negativo che meglio rappresenta quell’istante. La sua fama raggiunge altissimi livelli tanto da guadagnarsi il soprannome di “occhio del secolo”.

Nel 1953 pubblica “Il Momento Decisivo” non solo un libro sulla fotografia ma una vera e propria Bibbia per tutti i fotografi del mondo.

Henry Cartier, Henry Cartier-Bresson. Tra arte e realtà alla ricerca dello scatto perfetto.

Henry Cartier-Bresson: forse il fotografo più importante del XX secolo
Quel che forse più mi affascina di questo fotografo è che ha sempre considerato la fotografia come una forma d’arte e come una vera e propria estensione della pittura. La sua Leica era per lui un vero e proprio “album da disegno meccanico” dove racchiudere ogni istante e ogni più piccolo dettaglio della vita quotidiana.

Con i suoi scatti riesce ad arrivare al cuore della realtà, a  fissare per sempre l’anima delle persone, a raffigurare le emozioni e le sensazioni che stanno provando in quel preciso istante. Sono in molti a pensare che Cartier-Bresson sia riuscire ad elevare il fotogiornalismo a vera e propria arte; la sua filosofia e la sua tecnica ha ispirato sicuramente tantissimi fotografi in tutto il mondo e ancora oggi è il punto di riferimento di molti di noi.

Henry Cartier, Henry Cartier-Bresson. Tra arte e realtà alla ricerca dello scatto perfetto.

Nel mio personale stile fotografico mi sono sempre ispirato al suo modo di rappresentare la realtà, in ogni mia fotografia cerco di catturare le emozioni e le sensazioni che ritrovo nelle espressioni delle persone e vado alla ricerca di quel momento perfetto per scattare che fissi per sempre un’emozione in una immagine.

Henry Cartier, Henry Cartier-Bresson. Tra arte e realtà alla ricerca dello scatto perfetto.